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“…Un urlo
riecheggiò nell’aria: <<Antartide, coltre di
ghiaccio, cuore di fuoco!>>. Era la terra stessa che
chiedeva disperatamente aiuto ai suoi figli.
L’ennesima battaglia consumava la stirpe umana;
dispersione e disperazione dilagavano tra gli
uomini; idolatria ed egoismo sferzavano le vite
ancora illese. Solo il tempo restava intatto e con
esso la terra d’acqua solida, coltre di ghiaccio,
riparo del proprio nucleo al cui interno pulsava un
cuore di fuoco. Siate i benvenuti! Questa è
Antartide. Lasciate libero il vostro passo, la
strada vi entrerà dai piedi… Dai più remoti luoghi
coloro che nessuno mai avrebbe considerato degni
d’assumersi tale impegno accolsero la chiamata e la
fecero propria. Da un lato l’energia travolgente
della vita, dall’altro l’esitazione, figlia della
paura e lacerata dal dubbio, e loro lì, nel mezzo.
Ignari della meta, cresceva in loro la
consapevolezza che l’unica risposta era ‘partire’.
Intrapresero il viaggio verso quella voce.
Discendendo dai monti, attraverso valli e corsi
d’acqua, s’incontrarono in una radura. Ognuno di
loro diversamente speciale, ma con un solo
obiettivo: “Lasciare il mondo migliore di come lo
avevano trovato”. Non era facile condividere e
vivere assieme, poiché ciò richiedeva una profonda
volontà d’impegnarsi per far volare il cuore oltre
gli ostacoli. Ma, uniti dallo stesso cammino ed in
un atteggiamento di disponibilità continua, sulla
strada nasceva la loro comunità e nella fede
trovarono la forza di proseguire e non fermarsi mai.
Su sentieri paralleli crescevano insieme, passo dopo
passo, nutrendosi l’uno dell’altro. La voce, come un
faro, li guidava lungo la strada, sulla quale si
aprivano, di volta in volta, le più svariate
diramazioni. Ogni elemento della compagnia era
chiamato a scegliere di proseguire sul proprio
sentiero singolarmente, ma animati ancora e per
sempre da quella stessa energia che li aveva
trovati. Ed era proprio questo il vero coraggio! Non
vedere nessuno vicino a sé ed allora partire da soli
per poi voltarsi indietro e scorgere qualcuno in
mezzo agli alberi, sulla cima di una montagna, al di
là del fiume e capire che stava camminando al
proprio fianco.
Prima di partire
decisero insieme di scolpire nel ghiaccio i valori
che avrebbero illuminato il loro cammino per
l’eternità: Non è un semplice gruppo di persone a
formare la Comunità. Il conoscersi, lo stare insieme
e il rispettarsi contribuiscono a formarla. Siamo
singole persone preziose per la nostra diversità,
una diversità che apre le porte al confronto e
quindi alla crescita personale. Baden Powell diceva
che ognuno di noi deve saper guidare da sé la
propria canoa e noi, anche se guidiamo canoe
diverse, discendiamo lo stesso torrente. Siamo tanti
IO che si fondono per divenire un NOI, convinti di
poter affrontare la vita sempre col sorriso sulle
labbra e con la spensieratezza e la meraviglia
proprie di un bambino che guarda il mondo per la
prima volta. “Giocare il gioco”. Ciò non vuol dire
affrontare ogni attimo con leggerezza e
superficialità, ma saper almeno trovare il cinque
per cento di buono che c’è in tutto. Cadere, sapersi
rialzare, non arrendersi, consapevoli che ognuno
gioca la sua parte. Il cammino per raggiungere la
meta è ancora lungo, ma siamo sempre pronti a
tendere la mano al nostro vicino in difficoltà,
perché Comunità è anche saper aspettare un fratello
rimasto un po’ indietro, lungo la strada, aiutandolo
a portare il suo zaino troppo pesante. La Strada,
metafora di vita, è l’unico vero strumento capace di
solidificare la Comunità, poiché permette di
conoscere meglio i nostri limiti, mettendoci alla
prova, insegna noi l’essenzialità della vita, la
libertà di poter partire o semplicemente distendersi
ad osservare le nuvole muoversi e trasformarsi in
cielo, con il silenzio della natura in sottofondo.
In questo modo si può riuscire a perdere la
cognizione del tempo ed assaporare la fatica del
nostro lavoro. Non è la distanza a rendere speciale
la Strada, ma è importante lo stile con cui viene
affrontata, condividendo la fatica e rispettando le
difficoltà altrui. Dalle parole di B.P. abbiamo
appreso che il fulcro delle vita scout è la
formazione di persone valide e di buoni cittadini.
In quest’ultima ottica il Servizio è impegno,
competenza e responsabilità nei confronti degli
altri: evinciamo da ciò, che il Servizio è un’azione
disinteressata, attraverso la quale si dona senza la
pretesa di ricevere, e per questo è un’esperienza
che ci fa maturare e ci arricchisce interiormente.
Permette uno scambio interpersonale profondo,
dandoci così opportunità di guardare il mondo con
occhi differenti e di alimentare la speranza di
lasciarlo migliore. Esso è, pertanto, un
atteggiamento di vita e di disponibilità continua
che comprende sia azioni programmate che
occasionali. Il Servizio ci chiama ad agire in prima
persona, sporcandoci le mani e prendendo
autonomamente l’iniziativa.“Lo Scout è cavaliere di
Dio”. Per questo non vogliamo essere spettatori
passivi di una Fede che ci è stata imposta, ma
vogliamo viverla in pienezza con un atteggiamento di
continua ricerca. Desideriamo essere “Sentinelle del
Mattino” attente a trasmettere la ricchezza delle
spiritualità scout nel mondo come presenza attiva e
testimonianza consapevole. Camminare nella Fede è
comprendere la parola di Dio e rispondere al suo
amore. Come fare Strada, è un percorso molto
personale se si considera la spiritualità che ognuno
di noi possiede, amplia e cerca di raggiungere. Per
questo, il cammino di Fede, va vissuto in un
atteggiamento di condivisione e di rispetto
dell’altro. Educarsi alla Fede altro non è che porsi
in ascolto, aprire il nostro cuore agli stimoli che
ci vengono offerti dalla Parola di Dio, dall’esempio
di Gesù e dalla testimonianza di una vita cristiana
vissuta coerentemente. Perciò cercheremo di creare
occasioni di crescita, personale e comunitaria,
confrontandoci con gli altri, vivendo esperienze
significative e valorizzando momenti di meditazione
e contemplazione, consapevoli che “Dio urla nel
silenzio”!
Questo è ciò che
ci rispecchia, è quello in cui crediamo e verso cui
camminiamo…”
Buona Strada!
CLAN
ANTARTIDE
Gruppo Scout Subiaco 1
Anno 2005 / 2006
Le Vecchie Carte di Clan
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